Partiamo da un'autopsia



Alexandre Dumas (figlio) disse: “Chi legge sa molto, ma chi osserva sa molto di più ” ed è proprio osservando e analizzando che la storia di Lampan avrà inizio.

L'oggetto in questione è una lampada da tavolo progettata dai designer C. Öjerstam e M. Elebäck e messa in commercio da Ikea. L'azienda opera da anni nel nome del self assembly, pertanto la lampada varca la soglia di casa smontata e ci rende partecipi nel suo assemblaggio. 

Al momento dell'acquisto la lampada si presenta così: 


"Ma come?", vi chiederete, "Mi vendono soltanto il paralume? E il resto della lampada dov'è?"

Effettivamente l'apparenza può ingannare, ma è proprio su questo aspetto che mi vorrei soffermare. 

Non solo una strategia per abbassare i costi, ma anche una notevole attenzione nei confronti della sostenibilità ambientale: l'oggetto diventa il packaging di se stesso. 







Scartando l'oggetto è poi possibile scoprire tutti i pezzi che la scatola (ovvero il paralume) contiene e assemblare con estrema facilità la propria lampada.  





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